Falso diario confidenziale

MERIDIANO ZERO

di e con Maria Luisa Usai
visual Gabriel Berretta

Cosa ho fatto o cosa semplicemente non è successo oggi? 
Che significa scrivere un diario? Di cosa ho tenuto traccia e cosa non ho annotato.
Dove risiede e come si manifesta l’intima, confidenziale, auto-narrazione dei giorni della nostra esistenza.

Falso Diario Confidenziale è una performance per attrice sola, un’immersione nel quotidiano di una donna comune che registra e riascolta ogni giorno il proprio diario.
Uno spettacolo che coinvolge direttamente il pubblico nella narrazione e che si avvale di più media: video, foto, audio, registrazioni whatsapp.

Lo spettacolo è costituito da performance a puntate, di 20 minuti ciascuna, replicabili per più giorni con micro variazioni.
La performance si base sull’interazione tra registrazioni audio del diario della protagonista, registrazioni audio del pubblico e interpretazione dal vivo.

L’annotazione diaristica è diventata una iper narrazione mediatica, creata attraverso autoscatti giornalieri, brevi video, aforismi. Ci siamo abituati a leggere le vite degli altri e a documentare superficialmente gli accadimenti banali della nostra esistenza. Ha sempre meno senso leggere Anna Karenina, se è possibile seguire in tempo reale gli affari privati di qualche persona conosciuta su Facebook o Instagram. Su queste contraddizioni del presente la performance si situa in maniera poetica, come medium artistico che rispecchia e deforma le anomalie del raccontare al mondo la vita privata.

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La protagonista del diario si chiama Grazia Di Dio, una donna abitudinaria, che legge pochi romanzi e guarda ossessivamente, ogni giorno, una programma televisivo: Chi l’ha visto?. Grazia esce poco. Non le piace scrivere, preferisce registrare la propria voce. Grazia non ama essere riconosciuta per strada. Non le piace essere guardata. Preferisce l’oblio e il calore della propria stanza, la comodità del proprio divano. Grazia Di Dio è una donna senza impegni, dalle giornate deprivate di avvenimenti e convenzioni sociali.

La sua vita scorre solitaria tra i biscotti della colazione, le chat di Facebook e le passeggiate intorno al quartiere. Un’esistenza in cui non succede niente di eccezionale, ma che lei documenta con la precisione di una scienziata. Un personaggio anonimo, che scorre le pagine della sua vita da casalinga post moderna, che respira e parla, si muove, in una stanza che assume i tratti di una personale prigione di una “scomparsa” dalla società. La performance si rifa ai linguaggi e ai codici del teatro d’attore e agli strumenti e alla poetica delle performing arts. I testi della registrazione del diario, variano di giorno in giorno, e raccontano con una prosa asciutta e essenziale gli accadimenti della giornata, senza enfasi o trasporto emotivo. Altro elemento scenico è il foto racconto, realizzato da Gabriel Berretta, che ritrae la protagonista, indaffarata in faccende quotidiane, ambientate in una non identificata periferia.

Il pubblico viene coinvolto in maniera attiva, perché prima di assistere alla performance, gli viene chiesto di lasciare un messaggio vocale rivolto a una persona che non incontra da tanto tempo. Questi messaggi vengono poi ascoltati durante la performance.

L’obiettivo è quello di parlare del presente, utilizzando i mezzi attuali, allo stesso tempo senza perdere la dimensione teatrale e attoriale. Creare uno spettacolo multimediale dove la tecnologia non è solo un artificio estetico, ma un elemento che si sposa organicamente con la drammaturgia e poetica del lavoro. La performer, manovra e utilizza in diretta i dispositivi facendo diventare l’elemento tecnico un segno narrativo.

La performance è pensata per piccoli spazi e prevede la partecipazione di un numero ristretto di pubblico, con l’obiettivo di portare le persone dentro l’universo privato di una persona sconosciuta. Spettatori involontari di un’intimità dai tratti veritiere eppure a volte artificiali. Per poco tempo è possibile immergersi nella falsa vita privata di una donna probabilmente “scomparsa”, essere testimoni e anche fare parte di un momento intimo di una persona che spia cosa succede nel mondo ma non vuole osservata.

ottobre 6 @ 20:15
20:15 — 21:15 (1h)

San Pietro in Vincoli Zona Teatro

Meridiano Zero