Ciò che non muore

drammaturgia e regia Giordano Amato
con Eliana Cantone

19 novembre 2019
Teatro Ferroviario, Sassari

 

Lo spettacolo trae spunto dalle drammatiche testimonianze dei ragazzi prigionieri nel ghetto di Terezin, attraverso i loro racconti, le poesie, i disegni.

Una testimonianza di un aspetto della deportazione che chiama in causa i piccoli e i ragazzi e pone l’attenzione sulle profonde lacerazioni nell’infanzia negata di migliaia di bambini, mettendo a confronto le drammatiche esperienze dei deportati adulti e il modo di vivere l’infanzia e l’adolescenza nel medesimo contesto. Ricordando le vicende e la breve esistenza di alcuni di loro, lo spettacolo intende ricostruire la vita quotidiana dei bambini di Terezin, di cui colpisce la vitalità e il desiderio di futuro, contrapposte alla violenza senza eguale che dovettero subire. Indelebili nei cuori degli spettatori risulteranno le parole e le testimonianze re-interpretate e drammatizzate dalle voci e dalle azioni attorali che coinvolgeranno i partecipanti in un viaggio da compiere insieme, dalla memoria verso una nuova luce, attraverso le esperienze forti, straordinariamente viventi, di chi ha saputo dimostrare che ciò che non può essere distrutto, si trasforma e si rafforza nell’amore.

Novembre 19 @ 21:00
21:00 — 22:20 (1h 20′)

Sassari

Il Mutamento Zona Castalia