Associazione di Cultura Globale

Mamma Schiavona

mammaschiavona

A pochi chilometri da Avellino, sulla cima del monte che sovrasta la città,
sorge l’antico Santuario di Montevergine dov’è custodita
l’icona bizantina della Madonna. Nel tempo la Vergine
è stata affettuosamente rinominata Mamma Schiavona dai fedeli.

Mamma Schiavona è storicamente considerata Madre protettrice di tutte e tutti, senza esclusioni dovute all’identità di genere o di orientamento sessuale. Una leggenda fa risalire la tradizionale processione della Candelora al 1256, quando due omosessuali, scoperti in atteggiamenti intimi dai sacerdoti, furono scacciati al di fuori delle mura della città e mandati a morire di freddo sulla montagna. I due, miracolosamente protetti dalla Mamma Schiavona, sopravvissero al freddo e alla fame. Ma questa devozione ha origini antichissime, addirittura precristiane, perché già molti secoli prima di Cristo, quando lo stesso luogo ospitava un tempio della dea Cibele i suoi sacerdoti, evirati, truccati come donne, con lunghe chiome, danzando come i dervisci, salivano a Montevergine, per onorare la grande madre nera.

Da questo spunto drammaturgico nasce una messa in scena nella quale il canto e la musica sono protagonisti, sono personaggi che si mescolano con la parola. “Mamma Schiavona” è il racconto di un dramma personale che evoca simboli ancestrali, un percorso immaginifico e densamente simbolico, un lento svelamento della profondità del sé e dell’intensità dei sentimenti. Tutto ruota intorno alla signora Regina che, in viaggio per il Santuario di Montevergine con un dono per Mamma Schiavona, attende impaziente la partenza del trenino per Montevergine. Nella sala d’attesa fa la sua apparizione Dragica Martinis, grande diva d’altri tempi, devota alla dea Cibele. A lei Regina trasmetterà le ragioni della sua fede e affiderà la sua confessione.


progetto e ideazione
Giordano V. Amato
Eliana Cantone

drammaturgia e regia
Giordano V. Amato

interpreti
Eliana Cantone
Ernesto Tomasini

musiche dal vivo
Julia Kent
(violoncello, live electronics)

costumi
Born in Berlin

produzione
Il Mutamento Zona Castalia

in collaborazione con 
Circoscrizione 7,
Sistema Teatro Torino,
Salone Internazionale
del Libro di Torino Off