Associazione di Cultura Globale

Il tempo scolpito

IL TEMPO SCOLPITO

di Giordano V. Amato

con Eliana Cantone

cello and electronics Julia Kent

Ai presentimenti non credo e i presagi

non temo. Né calunnie, né veleni

io fuggo. Sulla terra non esiste la morte.

Tutti siamo immortali. Tutto è immortale.

Non bisogna temere la morte né a diciassette

né a settant’anni. C’è solo realtà e luce,

né tenebra, né morte c’è su questa terra.

Noi tutti siamo già sulla riva del mare,

io sono tra quelli che tirano le reti,

quando immortalità passa di sghembo.

Arsénij Tarkovskij

 

In una situazione di tensione priva di sviluppo, statica, per così dire, le passioni si acuiscono al massimo e si manifestano in maniera più palese e convincente che non in una situazione di mutamenti graduali. È a causa di questa mia predilezione che amo Dostoevskij. Mi interessano maggiormente, infatti, i caratteri esteriormente statici, ma interiormente pieni di tensione a causa dell’energia delle passioni che li sopraffà.

Andrej Tarkovskij

 

IL TEMPO SCOLPITO è un omaggio alla poetica russa, dalla carnalità dostoevskijana alla mistica visionaria di Tarkovskij, nella forma di un’architettura sonora al confine tra suono, voce e immagine. IL TEMPO SCOLPITO ricerca, attraverso un impiego minimale di questi elementi, l’accordo perfetto tra parola, suono e immagine in un “bianco e nero” scevro da artificiosità, idealmente indirizzato verso l’origine del suono e del silenzio.

Fëdor M. Dostoevskij e Andrej Tarkovskij ci appaiono accomunati dall’esperienza di una profonda crisi esistenziale che, attraverso una spiccata tendenza all’introspezione li conduce, ognuno nei propri ambiti, a risultati artistici altissimi. Entrambi rendono maturo il proprio bisogno spirituale a partire da se stessi e dal lavoro sulla propria “materia oscura”.

Dostoevskij indaga sulla libertà e sui suoi paradossi, sulla coesistenza tra l’uomo e il suo doppio spirituale e su quella tra Dio e il male. «Satana lotta contro Dio, e il loro campo di battaglia è il cuore dell’uomo». In questo senso la sua scrittura colloca in posizione centrale il problema del male, insistendo sul male più che sul bene, quale richiamo verso la continua ricerca di Dio.

L’attenzione di Tarkovskij regista predilige l’individuo alla ricerca di se stesso. In ogni sua opera emerge con chiarezza la sua tensione spirituale, tensione indirizzata a sciogliere gli interrogativi fondamentali dell’uomo e dell’esistenza. Nelle sue opere la sofferenza prodotta dal conflitto tra mondo spirituale e situazioni materiali diventa tangibile e con questa la capacità dell’autore di trasfigurarla in pura poesia.

Alla luce di questi elementi, il percorso artistico espresso da IL TEMPO SCOLPITO rifugge da qualsiasi legame con la quotidianità impiegando immagini, suoni e parole viventi, come un codice capace di interpretare i messaggi che emergono dall’inferno personale di ognuno.

Dialogando con i temi dei due grandi artisti russi, suggerendone le opere come in controluce, la creazione si avvia dal nero verso il bianco, fino all’evocazione della possibilità di un evento miracoloso.


di
Giordano V. Amato

voce
Eliana Amato Cantone

video
Fabiana Antonioli

elettronica
Paul Beauchamp

produzione
Il Mutamento Zona Castalia