Jazz Is Dead… Again! 11-13 maggio il festival di jazz torna in San Pietro in Vincoli Zona Teatro

Jazz Is Dead… Again! 11-13 maggio il festival di jazz torna in San Pietro in Vincoli Zona Teatro
28 marzo 2018 Mutamento Zona Castalia

Jazz is Dead! Again!

25 – 26 – 27 Maggio 2018
Ex Cimitero di San Pietro in Vincoli, Torino
Ingresso gratuito

Pierre Bastien – Lubomyr Melnyk – Patrick Higgins – Mop Mop Electric Trio feat. Wayne Snow – Misrak Mossisa & Rhabdomantic Orchestra – Zu feat. Mats Gustafsson – Andrea Belfi & Francesco Donatello – Zeus! – Mombu – NoHayBanda! – Spime.IM – Chris Corsano – Stefano Pilia & Massimo Pupillo – Paul Beauchamp – One Blood Family – NYEM – Raw Tella – The Dreamers – Primitive – TMSO – Dj’mbo from Gambia


 

Jazz is Dead! Again! Sì, perché in tanti virtuosi artisti compare la lezione jazz: durante un’improvvisazione o una variazione su tema, per poi scomparire e mascherarsi dietro a generi dal tratto originale e infine tornare in forma evoluta. Durante le tre giornate del festival assisteremo a un’evoluzione, ciascun momento rispecchierà diverse tendenze musicali, performative e d’ascolto, passiamole in rassegna.

 


Venerdì – Discreto, Continuo, Digitale

L’onda sonora, un flusso continuo di frequenze e ampiezze che si propagano nel tempo. Modificare il suono: le sperimentazioni di Patrick Higgins, formidabile compositore di musica per concerti, oltre che chitarrista unico della ensemble ZS. Il suo nuovo disco solista “Dossier” sta per uscire per Other People, etichetta discografica di Nicolas Jaar. Fermare il flusso, rendere il segnale discontinuo e discreto grazie agli ingranaggi sonori di Pierre Bastien tapes. Riprendere fiato e gettarsi nuovamente in un continuum estatico grazie a Lubomyr Melnyk, inventore della tecnica del piano continuo, che presenta dal vivo l’ultimo album “Illirion” (Sony Classical). Infine un elogio alla digitalizzazione, che ha trasformato la natura in numeri, binari, veloci, elaborati da un calcolatore, spime.im (già conosciuti per la formazione NIAGARA) presenta per la prima volta a Torino il progetto Exaland. Dal digitale si torna all’analogico con il giradischi e i vinili dei due dj set del noto performer torinese TMSO e della storica crew drum’n’bass The Dreamers.

Sabato – Dal Mondo

La world music è tornata alla ribalta, apriamo i confini! Per Jazz is Dead 2018 la Manuel Volpe & Rhabdomantic Orchestra presenterà una produzione originale nata dall’incontro di Mànuel Volpe con la talentuosa cantante etiope Misrak Mossisa. A cavallo tra funk meticcio, rare groove, psychedelia, jazz modale e world music, il repertorio ripercorrerà alcuni “standard” della musica etiope degli anni 70, conosciuta con il nome di Ethio Groove. Un’altra produzione originale sarà il concerto della One Blood Family, progetto nato dalla collaborazione tra la Cooperativa Sociale Atypica a r.l., Associazione Culturale Spazio Rubedo e The Sweetlife Factory (The Sweet Life Society). La “family”, composta da ragazzi migranti e richiedenti asilo politico di diverse nazionalità presenti nell’area torinese, presenterà alcuni dei brani da loro scritti (con la supervisione di Manuel Volpe e Gabriele Cøncas) tra beat elettronici, world music e dancehall. Ancora groove, soul, vicino al jazz inglese, fino e ricercato unito ai suoni percussivi dei @MOP MOP accompagnati dal cantante Waine Snow. Il giro del mondo si completa con lo show del duo femminile colombiano/marocchino NYEM (Not Your Exotic Monkey), e del dj set del gambiano Dj’mbo e il torinese Primitive aka Simone Cerrotta.

Domenica – Sei X Duo

Il duetto, vis a vis, face to face. La composizione minima per non essere soli. Due strumenti che dialogano e si intersecano. I duetti più famosi della scena impro, noise, math italiana come gli ZEUS, i Mombu Mombu, i Nohaybanda e ancora il duo sperimentale formato dai grandi Francesco Donadello e Andrea Belfii e la nuova oscura creatura di Massimo Pupillo e Stefano Pilia, in una scala verticale dal silenzio al rumore più estremo, che si completerà in una jam finale mai sentita e vista fin ora. Sempre duetto, ma con diversa forma, il reading “Mingus: nero, giallo, bianco, perdente!”, da un’idea di Giordano Amato, con Davide Capostagno e Michele Anelli al contrabbasso, è un omaggio al grande musicista e un invito alla lettura di un’opera importante, aspra e apparentemente sconnessa, non a caso proposta in italiano con il titolo di “Peggio di un bastardo” (“Beneath the Underdog” in lingua originale).

 

Due giornate extra festival si terranno fuori Torino

Un’apertura e una chiusura, quasi un rito propiziatorio e di ringraziamento per per la riuscita del festival.

Giovedì 3 maggio presso la chiesa sconsacrata di Asti San Michele, che è oggi sede del Diavolo Rosso, lo sperimentatore Chris Corsano, capace di passare con fluidità a suonare con popstar (Björk), esploratori (Thurston Moore, Bill Orcutt) e titani del free (Joe McPhee, Paul Flaherty), batterà le pelli della sua batteria in omaggio al ritmo e ai suoni percussivi creando un’amalgama che racchiude astrazione, noise ed energia.

Sabato 23 giugno gli Zu, si riuniranno in una data unica (con lo storico batterista Jacopo Battaglia) insieme a Mats-olof Gustafsson (sassofonista fondatore della celebre FIRE Orchestra) per riproporre il loro capolavoro “How To Raise an Ox”. Un evento unico nella magica cornice degli scavi archeologici della Villa Romana di Almese. Prima di loro di esibirà anche l’americano Paul Beauchamp con il suo concerto per “sega ed elettronica”, il tutto sotto lo sguardo fisso del Monte Musinè e delle sue magiche leggende.

 


Jazz is Dead! è un festival che va elaborato nel suo insieme, interpretato come un unico messaggio e metabolizzato in tre (e più) giorni di ascolto, non ci sono primi artisti in cartellone, ogni nota si accosta ed elabora la precedente in un fluire di emozioni che passano dal musicista all’ascoltatore consapevole di stare vivendo un’esperienza significativa.


 

Diventi parte di un progetto unico sostenendo la produzione di SVALBARD!

Go Fund Us!