I nostri artisti sono tornati dalle isole Svalbard con il materiale video per la nuova opera multimediale

I nostri artisti sono tornati dalle isole Svalbard con il materiale video per la nuova opera multimediale
30 marzo 2018 amministrazione

SVALBARD, LA TERRA DOVE NESSUNO MUORE

Progetto a cura di Fabrizio Modonese Palumbo, Paul Beauchamp, Giordano V. Amato


SVALBARD, LA TERRA DOVE NESSUNO MUORE è un’opera multimediale modulare che impegna un gruppo di artisti in un progetto creativo innovativo incentrato su tematiche di grande attualità: la protezione dell’ecosistema, le conseguenze dei cambiamenti climatici, la possibilità di una pacifica convivenza, la demilitarizzazione e il divieto di insediamenti militari nei territori.

Abbiamo scelto di non limitare la nostra azione al teatro d’impegno civile e di denuncia, ma di agire con un intervento trasversale alle discipline artistiche, coerente alla poetica del progetto triennale “Scorrere in alto”, con l’obiettivo della creazione di un prodotto modulare, leggibile a più livelli: musicale, di teatro di nuova drammaturgia, cinematografico. Questo permetterà la presentazione e la distribuzione o dell’opera nella sua totalità o in moduli parziali: attrice, filmato e musica registrata, oppure musica live e filmato, proiezione del filmato con testo e musica registrati.


Le isole Svalbard, anche se amministrate dalla Norvegia, rimangono un territorio internazionale. E’ l’unico posto al mondo in cui non ci possono esserci né basi militari né eserciti, con trattati internazionali sottoscritti da tutti i paesi, compresi USA e Corea del Nord.

La città più grande, Longyearbyen, è la casa per oltre due mila abitanti. Il villaggio fu fondato nel 1906 da John Munro Longyear, proprietario principale della Arctic Coal Company of Boston. Fu distrutta nel 1943 dai tedeschi e successivamente ricostruita dopo la Seconda guerra mondiale. Oggi è il centro amministrativo sito più a nord del mondo.

Ad un chilometro dal centro di Longyearbyen si trova lo Svalbard Global Seed Vault, cio il “Deposito sotterraneo globale dei semi di Svalbard”, un importante centro che ha la funzione di fornire una rete di sicurezza contro la perdita botanica accidentale del “patrimonio genetico tradizionale” delle sementi. Composto di tre sale, di 27 metri di lunghezza, 10 di larghezza e 6 di altezza, le chiusure hanno porte di acciaio di notevole spessore, e la struttura in calcestruzzo è capace di resistere ad una eventuale guerra nucleare o ad un incidente aereo.


Sono andati alle Svalbard

  • Fabrizio Modonese Palumbo, musicista
  • Paul Beauchamp, musician / sound engineer
  • Omar Bovenzi, videomaker / fotografo
  • Gianni Colosimo, attore

Tempistica

Permanenza a Longyearbyen: dal 17 al 29 marzo 2018

Obiettivi

  • Definizione di un network con musicisti locali per effettuare ricerche e registrazioni sul campo;
  • Composizione e registrazione di un album musicale a Longyearbyen Svalbard, con supporto di musicisti locali, field recordings;
  • Realizzazione di documentazione video e fotografica;
  • Realizzazione di un documentario / fiction su soggetto di Giordano V. Amato
  • Un ingegnere di mezza età decide di recarsi in una terra dove la legge vieta la sepoltura per cecare di ripristinarne l’eco sistema originale.

Sinossi

Un ingegnere meccanico, sensibile alle problematiche attuali di modificazioni climatiche e di conflitto diffuso, decide di spendere la propria vita in un atto esemplare ed eroico: ricongelare i ghiacci che si stanno sciogliendo. Progetta e costruisce una macchina che potrebbe essere in grado di ricongelare le acque e con questo si reca alle Svalbard, determinato a compiere l’impresa.

Soggetto

L’Ingegnere, nella spettacolare cornice del paesaggio polare, crea dei percorsi, indica dei punti, secondo un suo personale disegno, altrettanto preciso quanto indecifrabile. Per recarsi alle Svalbard ha abbandonato la sua carriera d’ingegnere meccanico e le abitudini di una vita ordinaria. Non ha problemi di tipo economico e intende fare tabula rasa della conoscenza applicata unicamente a prodotti di mercato. Meglio impiegarla in un’impresa apparentemente impossibile. S’impegna con determinazione nella costruzione di uno strumento utilizzabile per ricongelare i ghiacci in via di scioglimento e realizza una mappa dettagliata dell’azione da compiere sul territorio.
Se dovesse prendere in considerazione il tempo necessario, si tratterebbe di un’inutile sfida, destinata unicamente alla sconfitta. Ma le Svalbard, con il loro divieto di “morte”, evocano un’idea di eternità con la quale l’Ingegnere crea il proprio “mantra”. Il tempo necessario diventa relativo. L’importante è agire, scorrere verso l’alto.

Nella presentazione completa Eliana Cantone interpreterà dal vivo i pensieri e il complesso vissuto dell’Ingegnere che sarà privo di commento sonoro nel filmato.